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La speranza dei poveri non sarà mai delusa

Caritas aperta con la seconda Settimana del povero: il programma delle iniziative (11-17 novembre 2019)

Sette giorni di iniziative per rinnovare l'attenzione agli ultimi e diffondere principi di giustizia e solidarietà nei confronti di chi vive situazioni di disagio ed emergenza. Mensa aperta anche a colazione con gli studenti dell'Alberghiero, laboratori tematici con le scuole, testimonianze, cena nelle parrocchie cittadine e festa conclusiva.

Si svolgerà dall’11 al 17 novembre 2019 la seconda edizione della Settimana del Povero promossa dalla Caritas diocesana di Termoli – Larino.

In continuità con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del Povero (17 settembre 2019) dal titolo “La speranza dei poveri non sarà mai delusa“, la Caritas si propone di porre al centro dell’attenzione gli ultimi, quanti sono spesso vittime di disagio economico, psicologico o relazionale, quanti non hanno una casa, quanti fuggono dal proprio paese per le guerre e la fame o quanti vivono forme di dipendenza dall’alcol, dalla droga o dal gioco d’azzardo.

Nel corso della Settimana del Povero la mensa della Caritas sarà aperta non solo a pranzo, come d’abitudine, ma anche a colazione grazie alla disponibilità e al servizio offerto dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia” di Termoli. Inoltre, gli studenti del triennio di alcune scuole superiori di Termoli saranno i protagonisti dei laboratori tematici che si svolgeranno dal lunedì al venerdì mattina affrontando gli argomenti della tratta degli esseri umani, delle migrazioni, dei senza fissa dimora e delle nuove povertà.

Un’occasione importante per far conoscere, anche grazie alle testimonianze di chi vive queste situazioni in prima persona, tematiche sulle quali spesso i giovani hanno informazioni sommarie o provenienti da fonti poco attendibili.

Ogni sera alle 18, poi, nelle diverse parrocchie della città, ci sarà la possibilità, per chi vive situazioni di bisogno, di condividere la cena e di vivere un momento di festa e fraternità con la comunità. Questo vuole essere un modo per promuovere, come afferma Papa Francesco, una Chiesa in uscita capace di accoglienza e solidarietà.

La Settimana del Povero si concluderà domenica 17 novembre 2019 alle 18, nella mensa della Cittadella della Carità, con un momento di preghiera interconfessionale, la cena e l’animazione a cura della Famiglia Francescana con la partecipazione del Vescovo, Gianfranco De Luca.

Condividiamo questa settimana di iniziative – afferma suor Lidia Gatti, direttrice della Caritas diocesana – da un lato, per far crescere l’attenzione verso ogni persona in difficoltà e che attraversa momenti di estrema fragilità sostenendo gesti di ascolto, accoglienza e vicinanza nei confronti di ogni possibile disagio, non solo economico.

Dall’altro, per diffondere un’opera di educazione al servizio e alla cultura della solidarietà e del volontariato, per coinvolgendo le nuove generazioni andando così a promuovere sentimenti e principi di giustizia e collaborazione in quanto spesso le situazioni di disagio e varie forme di ingiustizia dipendono proprio dalla mancanza del riconoscimento di diritti. Perché la Carità che viviamo nell’oggi diventi la giustizia del domani mettendo a cuore principi di fraternità.

La sede della Caritas diocesana è a Termoli in piazza Bisceglie, 1 (sopra la scala a chiocciola del porto). Si entra alla mensa dal piazzale del porto (cancello inizio salita via del Porto).

Per tutte le informazioni è possibile contattare il numero: 0875701401.

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Giornata del migrante e del rifugiato, Caritas: “Gli ultimi sempre al primo posto”

Messaggio della Caritas diocesana in occasione della 105esima Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (29 settembre 2019): “Vicini a tutte le persone che a prescindere dalla nazionalità, dal colore della pelle e della religione stanno attraversando un momento di esclusione ed emarginazione”

La Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 1914. È sempre stata un’occasione per dimostrare ed esprimere preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per le sfide e aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione. Nel 2019, la Giornata verrà celebrata domenica 29 settembre.

Papa Francesco ha scelto il tema Non si tratta solo di migranti per mostrarci i nostri punti deboli e assicurarci che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo, o un nuovo arrivato. A tal proposito, la Caritas della Diocesi di Termoli-Larino ha voluto diffondere una riflessione rivolta all’intera comunità per sensibilizzare ogni persona su un tema che riguarda tutti:

Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto”, questa affermazione del Santo Padre da sola potrebbe bastare a spiegare il senso della giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019. Forse a guardar bene non dovremmo chiamarla giornata del migrante, ma giornata dell’umanità, poiché essa riguarda intrinsecamente ognuno di noi. Andare oltre le distinzioni straniero/italiano, uomo/donna, ci permette di andare alla radice della questione, e cioè alla paura di incontrare l’altro, tipica della nostra società, dove “globalizzazione dell’indifferenza”, individualismo e mentalità utilitaristica, fanno di ogni persona un estraneo, uno straniero.

Ed è proprio in un’ottica di contrasto a questa mentalità imperante che la nostra Diocesi, per tramite della sua Caritas, si adopera per promuovere e sostenere attività, servizi e progetti che vedono come destinatari tutte quelle persone, che a prescindere dalla nazionalità, dal colore della pelle, dalla religione stanno attraversando un momento della loro vita caratterizzato da esclusione ed emarginazione che nella società della “cultura dello scarto”, trasforma ognuno di loro in un invisibile, un estraneo, uno straniero.

È per questo che la giornata del migrante e del rifugiato non può e non deve concludersi alla mezzanotte del 29 settembre ma deve durare tutto l’anno, 365 giorni, fino a quando avremo la forza di ascoltare gli inascoltati e di dare voce a chi non ha voce”.

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